LE ORIGINI

 

La Bra Bocciofila – Banca di Credito Cooperativo di Cherasco è certamente una delle società sportive più antiche, più numerose e più blasonate della Nostra città. Ripercorrere le vicende, i successi, le difficoltà superate dalle origini ad oggi risponde quindi ad una legittima esigenza di conoscenza e di informazione, che nello stesso tempo consente di ricordare e di onorare quanti hanno concorso alla sua fondazione e al suo sviluppo, tenendo alto il nome della Nostra città in un’attività ricreativa e agonistica che ha radici molto profonde nella coscienza collettiva.

 

La società fu ufficialmente costituita nel 1947, ma sorse come potenziamento e sviluppo di una realtà che risale più indietro negli anni. Infatti, il primo nucleo organizzato di giocatori di bocce si formò a Bra nel lontano 1935, sessantotto anni fa, presso la sede dell’allora “Dopolavoro Comunale di Bra”, situata nell’ampio cortile delle scuole elementari di Via Vittorio Emanuele. Venivano così create le condizioni non solo per giocare e praticare serenamente lo sport bocciofilo, ma anche per individuare i migliori e prepararli a concorrere a competizioni inizialmente a livello provinciale, in un secondo tempo a livello regionale.

Un anno dopo la costituzione del nucleo di giocatori all’interno del Dopolavoro Comunale, due di loro, Arnaudo e Ternavasio, partecipavano a Savigliano ai campionati provinciali allievi. Ci pare giusto ricordare i nomi di altri componenti quel glorioso nucleo che parteciparono da allora fino alla fine della seconda guerra mondiale a gare e campionati, conseguendo spesso buoni risultati: Racca, Lamberti, Aimassi, Testa, Barbero, Busso, Cavalleri, Peano, Aprile, Bertolusso, Fissore, Petazzi, Cagliero, Tealdi.

Scioltosi nel 1945 il Dopolavoro, gli appassionati di bocce presero l’abitudine di trovarsi presso una trattoria vicino alla stazione ferroviaria, denominata appunto “Trattoria della Stazione”. Qui potevano disporre di cinque campi di gioco illuminati, che davano loro il modo di dedicare il tempo libero al gioco-sport preferito.

 

Finalmente dopo due anni, nel 1947, i frequentatori della trattoria e dei campi di gioco decisero di darsi una struttura organizzativa e così sorse la Società Bra Bocciofila, i cui promotori furono i signori Arnaudo, Brizio, Busso, Casavecchia, Fissore, Garesio, Gasverde, Peano, Testa, Cavalleri, Barbero, Cagliero, Tealdi, Petazzi, Ternavasio e Bordin. All’unanimità fu nominato presidente della società il signor Antonio Colombano, persona conosciuta e stimata, in quel periodo consigliere comunale. La società così costituita assunse come distintivo il simbolo della Zizzola e i giocatori che partecipavano ad attività agonistiche rappresentavano la Bra Bocciofila con maglie color grigio-cenere.

L’anno successivo - 1948 - la neonata società cominciò ad ottenere i primi successi: particolarmente rilevante quello conseguito ad Alba in un torneo interregionale organizzato in concomitanza con la Fiera del Tartufo. Il trofeo, vinto dalla coppia Arnaudo-Fissore, fa bella mostra di sé nell’attuale sede della direzione e della presidenza della società, insieme con tante altre coppe, medaglie e trofei vinti negli anni successivi.

Alla fine del 1948 l’accresciuto numero di soci rese insufficienti i campi da gioco e fu necessario cercare una nuova sede. Il presidente Colombano riuscì a reperire un terreno adatto in Via Isonzo, dove esisteva una cava di sabbia in stato d’abbandono. Il terreno fu preso in affitto dal proprietario Avv. Ghigo e la ferrea determinazione e l’impegno dei soci trasformarono quel terreno pieno di buche e privo di verde in 16 bellissimi campi da gioco. Si riuscì a costruire anche una casetta ad un piano che doveva servire per ritrovo, bar, uffici e presidenza. Per l’esattezza si era nella località che prese il nome di Conca d’Oro.

La disponibilità dei campi, l’adesione di nuovi soci, l’intensa pratica sportiva consentì di formare dei giocatori agonisticamente idonei a rappresentare con dignità la Bocciofila braidese in gare provinciali e regionali. Col passare degli anni giunsero anche le prime affermazioni in campo nazionale: nel 1957 Gino Arnaudo arrivò alla finale dei campionati italiani individuali di Genova, conseguendo un più che onorevole secondo posto. Finalmente nel 1959 la società ebbe la soddisfazione di esprimere il suo primo campione nazionale: fu Giuseppe Garesio, che vinse a Savigliano il campionato italiano individuale.

Purtroppo nel 1962, il presidente Colombano e tutta la direzione furono costretti, non avendo la possibilità di acquistare il terreno, ad abbandonare quello che un vecchio socio definisce a distanza di anni “un vero giardino da bocce”. Nello stesso anno il cav. Colombano, avvilito, diede le dimissioni dopo aver retto per 15 anni con passione e competenza la società. L’assemblea dei soci designò alla presidenza uno dei fondatori, giocatore appassionato e dinamico: il signor Ambrogio Arnaudo – da tutti conosciuto come Gino – fu così il secondo presidente della Bra Bocciofila.

 

Appoggiato dalla nuova direzione e da tutti i soci, Arnaudo non si perse d’animo, raccolse la preziosa eredità di Colombano e ottenne dall’allora sindaco – il notaio Degioannini – un appezzamento di terreno nei pressi del mattatoio, adibito agli scarichi cittadini. A questo punto lasciamo la parola allo stesso Arnaudo: «Il terreno solo a vederlo scoraggiava anche i più decisi, coperto com’era di lastre di pietra. Ma anche questa volta l’entusiasmo, la dedizione e lo spirito di sacrificio ebbe la meglio sulle difficoltà materiali. Il terreno fu prima liberato da tutto il pietrame col lavoro volontario dei giocatori, poi con mezzi meccanici fu livellato. Nello stesso periodo fu anche costruito il locale del bar e di ritrovo, con mattoni di recupero ricavati dalla demolizione di un monastero di Racconigi. Ricordo il particolare contributo dei soci Battaglino, Bordin e Moribondo: alla fine la società disponeva di 16 campi da gioco illuminarti, di un terreno recintato e abbellito dalla presenza di piante ed aiuole, di un bar accogliente. Contestualmente, poiché era necessario continuare a giocare ed allenarsi anche nella stagione invernale, nel 1966 fu presa la decisione di costruire un bocciodromo coperto su quattro campi da gioco».

Fin qui il racconto del signor Arnaudo, il cui nome è quindi particolarmente legato a quella che è l’attuale sede della Bocciofila Braidese in viale Industria. Fino al 1969 si protrasse la presidenza Arnaudo, che può vantare in particolare i seguenti successi: le affermazioni anche in campo internazionale di Ugo Ferro, tuttora brillante e attivo giocatore; i titoli di campione italiano  di categoria C dal socio Valerio Bailo e di campione italiano allievi conseguito da Giovanni Garesio. Quest’ultimo ebbe anche l’onore e la soddisfazione, che fu di tutta la Bra Bocciofila,  di far parte della squadra italiana che nel 1968 vinse in Svizzera il campionato mondiale giovanile.

Verso la fine del 1969 subentrò ad Arnaudo alla guida della società il giovane Gianfranco Torta, che resse la Bra Bocciofila come terzo presidente fino al ’76.

Al nome di Torta è legata la definitiva sistemazione della sede di viale Industria, in quanto sotto la sua presidenza furono installati gli impianti di riscaldamento ad aria ed ad acqua, furono completamente rinnovati i servizi igienici, i locali della cucina, dei bar e gli uffici della direzione. Nello stesso tempo, con l’acquisto della televisione a colori e un biliardo, la sede della società assunse l’aspetto di un ritrovo moderno ed accogliente, mantenendo ovviamente sempre le caratteristiche di un ambiente familiare. Furono gli anni in cui crebbe considerevolmente il numero di soci per l’adesione di appassionati provenienti dai comini limitrofi come Cinzano, Sanfré, Sommaria Bosco, che potevano fruire delle strutture coperte per giocare anche nella stagione invernale.

Salì anche il livello competitivo e agonistico dei tesserati della Bra Bocciofila, che emerse decisamente in campo provinciale col passaggio di alcuni soci alla categoria superiore; finalmente nel ’70 i dirigenti federali concretarono con un riconoscimento di prestigio la fiducia riposta nella nostra società affidandole l’organizzazione dei campionati di categoria A. Così Bra ebbe il vanto di essere per la prima volta teatro di gare nazionali e i dirigenti misero alla prova la loro capacità e il loro entusiasmo: riuscirono, infatti, a tempo di record, con la preziosa collaborazione del Comando Alpini allora di stanza a Bra, a costruire delle tribune provvisorie atte ad ospitare le migliaia di spettatori giunti da ogni parte d’Italia.

Un’altra grande manifestazione che l’ex presidente Torta ricorda con nostalgia fu l’organizzazione, nel ’71, del campionato italiano a quadrette per la categoria B: vi parteciparono 128 formazioni provenienti da tutta Italia e per l’occasione Piazza Carlo Alberto diventò un immenso bocciodromo in cui furono allestite più di 40 corsie boccistiche. Fu, a ricordo di chi lo ha vissuto, uno spettacolo indimenticabile del quale, a distanza di anni, menano vanto i dirigenti di quegli anni, che probabilmente furono gli anni d’oro della Bra Bocciofila.

Nel ’76, per ragioni di lavoro e d’impossibilità materiale a svolgere l’impegnativo incarico di massimo responsabile della società, Gianfranco Torta si dimise: si succedette un socio attivo e stimato, il signor Stefano Zunino.

 

  

  

  

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