Bra Bocciofila

I PERSONAGGI CHE SEGNARONO LA STORIA DELLA bRA BOCCIOFILA

Intervista all'attuale Presidente, Bruno Cravero

 

La storia della Bra Bocciofila è stata così raccontata dalle voci dei Presidenti che hanno sempre lottato per il nome di questa Società: Arnaudo, Torta, Zunino… Gli anni della presidenza di Stefano Galvagno sono inoltre segnati dalla soddisfazione del riuscito mantenimento della squadra in serie B. Anche se non sono le sue dirette parole a raccontarci quegli anni, sappiamo che organizzò anche nel 1997 la grande manifestazione del 50° anniversario della Società Bra Bocciofila. Attualmente la Società ha come Presidente Bruno Cravero, siamo andati a conoscerlo. 

Chi era Bruno Cravero prima di diventare anche Presidente di questa Società?

“Ero un soldato e vivevo nell’esercito, giravo con le forze NATO e ONU. Sono stato in Bosnia, in Albania, nel Kossovo… Quando ho deciso di fermarmi ho trovato lavoro alla Brc di Cherasco.

Dopo tanti anni in giro per il mondo, volevo fare qualcosa di speciale, qualcosa che fosse importante e piacevole, a titolo di volontariato… qualcosa per gli altri insomma.

Ad ottobre del 2001 sono stato eletto Presidente della Bra Bocciofila.”

Perché proprio la Bra Bocciofila?

“Quello delle bocce è un male di famiglia… mio padre è socio della Bra Bocciofila dagli anni ‘60 e ha sempre partecipato alla vita della Società… forse, gli sarebbe anche piaciuto entrare a far parte del direttivo, ma faceva un mestiere che non gli concedeva orari agevoli, era panettiere. È sempre stato un grande amante delle bocce ed ancora adesso, a 77 anni, continua a giocare.  Anche io sono un giocatore di bocce. Fino a sedici anni ho giocato nelle giovanili di Bra, ho poi smesso scegliendo la pallacanestro… Ho giocato a Bra, a Fossano, e ho finito la mia carriera cestistica a Ceva quando avevo ormai 31 anni. Nel ‘95 ho smesso di giocare a pallacanestro e nel ‘96 sono tornato a giocare a bocce.”

Mi dicono sia un gran giocatore…

“Un gran giocatore… Un giocatore di bocce non può diventare ne ricco ne famoso, ci può essere quella notorietà momentanea quando vinci una bella gara. I veri campioni saranno una decina in tutto, ma questi fenomeni sono da un’altra parte. Tutti gli altri portano avanti questo sport con un’incredibile passione e cercano, come noi, di mandare avanti la società nel migliore dei modi.

Uno dei primi ricordi di questo sport che ho cominciato a collezionare è stato un momento fantastico, unico al mondo: con mio padre abbiamo vinto il Titolo Italiano ad Avellino… Era una categoria iniziale, ma è stata una soddisfazione enorme. Abbiamo passato due giorni stupendi. Ci siamo trovati in un ambiente anomalo, perché giù al sud il gioco delle bocce è poco conosciuto. Noi eravamo una novità e il fatto d’essere padre e figlio ha destato subito l’attenzione di tutti. C’era un tifo spropositato che ci ha aiutato tantissimo.

Poi sono passato nella categoria C, e per esigenze di Società ho fatto domanda nella categoria B, categoria nella quale gioco ancora oggi.”

Bruno Cravero Presidente, come si è mosso per la Bra Bocciofila?

“Ho impostato la mia presidenza tentando di gestire questa Società in maniera moderna, quasi aziendale, cercando quei fondi che bene o male aiutano a vivere la Bra Bocciofila. Ho battuto a tappeto tutti gli sponsor, tutte le aziende presenti sul territorio del braidese e anche della zona di Cherasco. Penso d’aver dato una svolta fondamentale alla Società cercando l’appoggio di una nuova banca: la Banca di Credito Cooperativo di Cherasco. Mi sono circondato di personaggi storici della Bra Bocciofila come Torta, Zunino, Arnaudo, dando a loro incarichi precisi, dettati dall’esperienza: Arnaudo, la memoria storica della Società, è l’addetto stampa, quello che racconta la storia della Bra Bocciofila a tutti quelli che hanno interesse a conoscerla; Zunino, portato per lavoro a conoscere un sacco di gente, è il nostro ricercatore di sponsor e d’attività economiche che ci possano aiutare a mandare avanti la società; Torta è il nostro organizzatore di manifestazioni, è una di quelle persone che possiede cultura e idee innovative per poter organizzare nuovi tipi di feste. Io non faccio altro che avvallare quello che loro mi propongono… ho la fortuna di avere la collaborazione di questi storici Presidenti che continuano a offrirci un grandissimo supporto! E poi… ci sono questi giovanotti che dimostrano sorprendenti capacità: Alberto, per esempio, si è inventato il sito della Bra Bocciofila, uno fra i primi cinque esistenti in Italia, e questo a mio avviso ha dato l’input giusto per cercare altre entrate, farci conoscere e far riconoscere l’importanza che meritiamo. Diciamo che io sto facendo da tramite dalle vecchie alle nuove generazioni… Avrei già passato loro volentieri le redini della gestione, ma non si sentono ancora abbastanza preparati. Li capisco: io ho famiglia, figli, lavoro… sono più o meno stabile. Loro sono giovani, hanno ancora tanto da fare nella vita e non se la sentono di prendersi questa responsabilità, che comunque è un peso.”

È contento di come stanno andando le cose?

“Sono orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare in questi tre anni, sia a livello materiale che agonistico. Abbiamo ristrutturato una parte di salone, rimesso a posto le infrastrutture, creato il sito, dato una nuova divisa a tutti i giocatori e siamo riusciti a risanare una parte di Bilancio. Le società sportive non sono mai in attivo (il calcio ci sta mostrando un bell’esempio) ma non bisogna essere troppo in passivo per poter vivere. Noi siamo in una buona posizione: abbiamo ricevuto un buon aiuto da parte dell’Amministrazione Comunale, da sponsor come la Brc e la Banca di Credito Cooperativo di Cherasco… Viviamo sereni.

Parlando di sport poi, la Categoria B ha una bella squadra. Portiamo a Bra il Campionato Nazionale di Serie B! Quest’anno siamo arrivati agli ottavi di finale, un ottimo risultato per una competizione a livello nazionale.  Abbiamo fatto rientrare nella Società quei giocatori che negli anni della gestione di Zunino e di Galvagno si erano dispersi. Con Zunino avevamo la serie A, ma tanti giocatori di serie B validi, non riuscendo ad entrare in questa categoria, erano finiti a giocare per altre società. Nel periodo di Galvagno abbiamo avuto invece “un’emorragia” di questi giocatori di serie A, non c’erano più fondi e nel ‘97 avevamo fatto un Campionato di A2 con dei giocatori di serie C. Chiaramente siamo retrocessi in B e abbiamo sempre combattuto per restarci.

Diciamo che la B è il nostro Campionato, anche se la struttura com’è adesso ci permetterebbe di ospitare un bel campionato di serie A. Peccato che manchino i soldi! Fare un Campionato di Serie A di buon livello costa sui 100-200 milioni di vecchie lire… è una cifra che noi non possiamo permetterci. Le nostre tasse supportano la serie B che ha ben altri costi.”

Prossimi appuntamenti da non perdere?

“Il 26-27 giugno ci sarà il Campionato Italiano di Categoria B Individuale!

Questa Gestione rimane in carica fino al 28 di giugno. Subito dopo il Campionato si rimette tutto in gioco. Ad ottobre ricomincia il Campionato di serie B e la nuova gestione avrà tutto il tempo di ricrearsi una squadra. Sarebbe sgradevole fare una squadra e consegnarla ad un altro Presidente. Le elezioni avranno luogo nella seconda settimana di luglio. Chissà cosa decideranno i soci!?”

Quali sono ora le sue aspettative?

Spero ancora di riuscire a fare qualcosa d’importante. Strutturalmente abbiamo già messo le basi per una futura ristrutturazione della parte esterna (del salone e della cucina). Vogliamo modernizzare ancora di più questa struttura. È già funzionale, accogliente e famigliare, ma possiamo ancora sognare di meglio. A livello sportivo stiamo puntando a rimanere in serie B e ad organizzare delle belle manifestazioni. Speriamo che la prossima Amministrazione ci dia una mano.

Qualche rammarico?

“Mi piacerebbe veramente poter dedicare più tempo a questa Società, ma non ho. Con il lavoro che faccio non posso essere troppo presente,  ma ho buoni riferimenti per restare in contatto con la vita societaria, primo fra tutti mio padre che è qua tutti i giorni e mi tiene aggiornato. Devo ammettere che giocare alle bocce mi piace molto, ma a volte il fatto d’essere Presidente mi impedisce di farlo come vorrei: in Campionato ho giocato poco. È difficile fare il giocatore e anche il Presidente, uno ha mille occhi, mille attenzioni per tante cose, ma il tempo è quello che è!”

[Francesca Massetti]

 

Articolo tratto dal Settimanale Il Nuovo BRAIDESE del 10 Aprile 2004

 

 

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