Bra Bocciofila

Andiamo avanti, poco più in dietro…

Intervista a Stefano Zunino

 

Due settimane fa, quando è iniziata la nostra collaborazione con la Bra Bocciofila, eravamo andati a rispolverare quella storia che ritrae il percorso fatto dai soci per arrivare a realizzare quel sogno rappresentato dall’attuale bocciodromo. La memoria dei dati raccolti si fermava però agli anni ’70.. Un percorso incompleto che continuiamo a ricucire oggi grazie ai ricordi di Stefano Zumino, un intraprendente uomo d'affari e un grande giocatore di bocce che è arrivato ad ottenere importanti risultati. Gli anni che vanno dal '76 al '94 hanno vissuto sotto la sua presidenza periodi di eclatanti ed indimenticabili sfide. Andiamo avanti, poco più in dietro…

“Sono nativo di Savona e sono arrivato qua a Bra solo dopo essermi sposato. Abitavamo in viale Industria e sovente passavo qui davanti, ma non conoscevo minimamente il gioco delle bocce. È stata la curiosità a farmi accostare a questa realtà: un giorno sono entrato e la prima persona che ho incontrato è stata Gino Arnaudo. Abbiamo parlato, mi raccontava e spiegava, poi alla fine mi convinse.. doveva essere un bel gioco quello delle bocce! Così tanti anni fa ho iniziato a venire alla Bocciofila, un “vizio” che non mi ha più abbandonato. Ho vissuto tutta la nascita di questo Club e posso assicurare che si è sempre lavorato bene, con Arnaudo, Torta.. poi nel ‘76 mi hanno pizzicato e la gestione della Società è finita nelle mie mani. Erano anni difficili, cominciavano a cambiare le regole del gioco e questo di per sé era un problema enorme. Avevamo dei campi al coperto ma.. un giorno sono arrivati i Vigili del Fuoco a specificare che, se non ci fossimo messi a posto con tutte le norme in vigore, avremmo dovuto chiudere. La notizia ha sconvolto un po’ tutti, era un dramma per una cittadina come Bra, che contava molti appassionati di bocce, non avere un bocciodromo e pensare di non poter più giocare. Soldi non ce n’erano e bisognava assolutamente inventarsi qualcosa… Riunimmo immediatamente un’assemblea generale, alla quale intervennero moltissimi soci. Bisognava dimostrare la nostra efficienza prima di andare ad elemosinare altrove i finanziamenti: quella stessa sera, grazie al piccolo o sostanzioso contributo di tutti, vennero raccolti ben 20 milioni!!! Supportati  dall’incoraggiamento di questa cifra, spronati dalla voglia e dalla grinta dei soci volta a non mollare, eravamo determinati ad andare avanti per non perdere il bocciodromo. Cominciai personalmente ad andare a battere le porte e le testate per raccogliere fondi.. Eravamo nel ’77-78, e devo dire che ho riscontrato abbastanza disponibilità da parte del Comune e dell’allora Sindaco Roberto Della Rossa. A lui ho spiegato la situazione e la misura dell’investimento che c’era da fare con preventivi abbastanza alla mano. Bisognava creare una struttura che sarebbe costata dai 450 ai 480 milioni.. La necessita di fare un mutuo era evidente, ma chi lo avrebbe pagato? Noi non avevamo entrate sufficienti per poterci permettere una tale sovvenzione! Fu lo stesso Della Rossa a studiare un piano che ci avvicinò ad un mutuo da 250 milioni: il Comune ci avrebbe fatto da garante!! Si continuavano a vincere grandi battaglie, ma mancavano ancora i soldi per ultimare i lavori… Dovevamo muoverci a livello societario con una grande intuizione e l’intuizione arrivò: tutti quei lavori cui era possibile intervenire senza chiamare personale specialistico esterno, li portammo avanti noi soci. Il bocciodromo era un cantiere in continua evoluzione, c’erano persone in pensione che lavoravano là dentro dal mattino alla sera. Proprio la sera poi, al tramonto di una giornata lavorativa, ci ritrovavamo tutti qui e dalle otto a mezzanotte si lavorava ininterrottamente cavalcando il pensiero del nostro sogno. Dopo una bella spaghettata si andava a dormire veramente soddisfatti. In poco più di quattro mesi siamo riusciti nell’intento e finalmente… il Bocciodromo della Bra Bocciofila. È stata sicuramente l’opera più sofferta durante gli anni della mia presidenza, una sfida estrema che ci avrebbe fatto chiudere o permesso di andare avanti. Però lo devo ammettere.. che begli anni, che bei ricordi..

Nel frattempo, non sazio dei successi e degli sforzi compiuti per ottenerlo, cominciai a pensare che Bra avesse bisogno di una squadra ad un certo livello e, insieme con il direttivo, abbiamo creato una squadra di serie A, l’unica presente in provincia di Cuneo. Tramite amici e conoscenti sono riuscito a portare a Bra personaggi come Gianotti, Maccario, Di Zeppa, dei veri big, giocatori di rilievo nel sistema boccistico di quei tempi. La squadra prese vita vincendo parecchio e lasciando crescere anche l’ambito sociale giovanile che risentiva positivamente della presenza dei campioni. Inventai una Scuola di Bocce dove crebbero e si perfezionarono giocatori come Andrea Mana, Rossano Caviglia, Andrea Mamino, Denis, Walter Bonino, Paolo Zunino.. Penso che se oggi avessimo tutti i giocatori di A che son passati dalla Bra Bocciofila saremmo, non dico i più forti, ma veramente fortissimi! Era proprio un bel periodo in cui la Società stessa era invidiata da tutti perché qui da noi si respirava un’insolita serenità che traspariva dalla forza compatta di un gruppo d’amici. Nella nostra Società ci son stati personaggi molto affiatati, soci seri e attaccati alla bandiera della Bra Bocciofila. Adesso tocca ai giovani farsi carico di quest’ eredità e portarla avanti.. e alcuni dei più giovani già si muovono in questa direzione..”

Nella foto, al centro, Stefano Zunino, con i ragazzi della scuola di bocce, negli anni della sua presidenza.

 

A firmare con orgoglio il capitolo di questa storia che si dimostra sempre più interessante e particolareggiata il sig. Zunino ci confida ancora: “Quello della Bra Bocciofila è un bell’ambiente, un ambiente sano e pulito dove esiste ancora il concetto di educazione, solidarietà e famiglia. Io ho girato il mondo ma il Bello è sempre stato Qui. Quando riuscivo la sera o al sabato ad avere quelle due o tre ore da passare con gli amici, una bottiglia di vino e quattro bocce.. era una cosa bellissima. E lo è ancora adesso. Se sono a casa vengo subito alla bocciofila perché continua a trasmettermi buoni sentimenti e tanto entusiasmo.”

[Francesca Massetti]

 

Articolo tratto dal Settimanale Il Nuovo BRAIDESE del 20 Marzo 2004

 

 

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