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Intervista ad Alberto Mulassano Giovane testimonianza di un’attiva Associazione
Alberto Mulassano è un giovane lavoratore che coltiva la passione per uno sport: le bocce. Quando chiedo di poter parlare con qualcuno che mi racconti la realtà della Bra Bocciofila è Alberto che si presenta come responsabile dell’area informativa. A lui è affidato il compito di diffondere su stampa iniziative, risultati e quant’altro può essere di pubblico interesse per mantenere una finestra sempre aperta sul mondo locale delle bocce. Con Alberto Mulassano inizieremo una costante collaborazione per tenere aggiornati lettori e appassionati di questo sport. Qual è la tua storia personale nel mondo delle bocce? “Ho iniziato a giocare a bocce da bambino. Mio padre era un grande appassionato del gioco delle bocce e m’insegnava avvicinandomi a questa disciplina. Poi ho frequentato la scuola di bocce e per i primi due anni ricordo di aver giocato, a livello amatoriale, facendo partite lungo la strada. Fino all’età di sedici anni ogni domenica partecipavo alle gare e c’erano anche tante soddisfazioni a pagare l’impegno. Quando sono riuscito finalmente a conquistare la targa di Campione Italiano, il giorno seguente ho smesso di giocare. Giocavo perché mi divertivo, eravamo un gruppo di ragazzini.. poi era arrivato il momento di cambiare categoria e passare ad una categoria dove avrei dovuto confrontarmi con persone più anziane che giocano bene.. Per dieci anni non ho più voluto prendere in mano una boccia, ero esausto, avevo bisogno di una pausa. Ho ricominciato solo l’anno scorso spronato da una gara aziendale. Il primo anno ho fatto una figura pessima, così per partecipare a quella dell’anno seguente mi sono allenato andando a rispolverare.. ho vinto una sterlina d’oro! Sono tornato a frequentare la Bocciofila perché quello delle bocce è uno sport che mi continua a regalare emozioni.” Quale atmosfera si respira alla Bra Bocciofila? “I Soci della Bocciofila sono più di trecento e si disperdono fra il bocciodromo, che conta sei campi al coperto e sei all’aperto (uno dei più grossi nella zona), le sale per giocare a carte e il bar che funziona anche come ristorante. Quando entri a far parte di questa grande famiglia pian piano impari a conoscere tutti. All’inizio magari ti studiano un po’ come si fa con i forestieri, poi imparano anche a volerti bene. Non ci sono solamente giocatori professionisti, c’è anche molta gente che si ritrova qua tutte le sere per passare il tempo e fare quattro chiacchiere fra amici, è un luogo di ritrovo! Fortunatamente fra loro ci sono persone che di bocce ne sanno parecchio e magari non giocano più per problemi di salute o perché non è più tempo... sono queste persone che hanno la pazienza di spiegare, danno consigli, ti seguono, ti vogliono bene e sono orgogliosi di te quando vinci. Sono figure indispensabili che ti stupiscono per la loro pazienza e gentilezza. I“giocatori veri” saranno un centinaio ed è un piacere fermarsi ad assistere alle gare tifando per le squadre o i giocatori di casa. Ci sono i Campionati a squadre o quelli singoli organizzati dalla Nostra Società e le gare della domenica organizzate dalla Federazione...” Perché promuovere informando? “Quello delle bocce è uno sport che merita di essere seguito a riflettori accesi come accade per qualsiasi altro sport. Dopo il calcio è il secondo sport più frequentato in Italia con più tesserati e più centri per giocare. Penso che il gioco delle bocce meriti spazio avendo tanta gente appassionata che segue queste vicende sportive. Purtroppo è anche uno degli sport più poveri (dopo di noi ci sono gli sport per gli andicappati) e diventa difficile operare. Ma come dice il Presidente della Federazione Romano Rizzoli bisogna incentivare le società a rinnovarsi, ad usare il computer, a darsi un nuovo look. C’è bisogno d’informazione perché alla gente interessa anche sapere quali sono gli altri centri italiani e cosa organizzano, quali campioni hanno, cosa si è vinto in passato… Con questo spirito ho creato un sito internet dedicato al nostro mondo: www.brabocciofila.it per dire che alla Bra Bocciofila abbiamo questo passato e questo presente.. Tutte le bocciofile devono essere orgogliose del proprio creato!” [Francesca Massetti]
Articolo tratto dal Settimanale Il Nuovo BRAIDESE del 6 Marzo 2004
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